Cupole medievali. Il Duomo di Siena
Il restauro delle coperture della Cattedrale di Siena è stato un impegno importante e complesso, che ha accompagnato per alcuni anni la vita della città, ma che accompagnerà per un tempo infinitamente superiore la Cattedrale, superando decenni e secoli, oltrepassando generazioni di persone ed epoche storiche, per preservare il significato religioso e l’arte che quelle mura esprimono e custodiscono, per un tratto della nostra storia futura. La copertura dei tetti della Cattedrale era stata praticamente distrutta dall’incendio del 17 ottobre 1890, che aveva cancellato la cupola esterna, in legno, fuse le lamine in piombo, distrutto parte delle coperture delle navate centrali. I lavori di rifacimento della copertura erano stati allora affidati all’Architetto Partini. Con quei lavori, il tetto della Cattedrale aveva assunto l’attuale configurazione. Dopo cento anni e più, un nuovo intervento era divenuto necessario. Lo studio portato avanti dai Professori dell’Università di Firenze è una delle testimonianze di questo impegno, ma anche della volontà di conoscere tutto il conoscibile di un monumento di valore inestimabile, dalle prime tecniche di costruzione alle modifiche apportate in seguito, alle cause che le hanno generate, ed anche alle astuzie, agli esperimenti ed agli errori di generazioni di tecnici ed operai dai quali abbiamo sempre tanto da imparare, con la consapevolezza che il nostro lavoro, le nostre astuzie, ed, ahimè, i nostri errori saranno a loro volta oggetto di studio e di valutazione da parte delle generazioni future. Il significato di questo volume non è solo raccogliere una testimonianza, importante, di un lavoro importante, ma dare ai futuri tecnici che interverranno sulla Cattedrale di Siena la possibilità di raccogliere tutta una eredità di studi e riflessioni sufficienti e utili per un approccio informato e consapevole al loro lavoro futuro, in un colloquio che corre a cavallo dei secoli, fatto dei suggerimenti e consigli che sempre i colleghi di lavoro leali ed appassionati si scambiano, magari a distanza di duecento anni.