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ISBN 9788860555595
Autore Anna Giannetti, Luca Molinari (a cura di)
Pagine 248
Collana Architettura/ Saggi
Editore Alinea Editrice
Anno 2010
Disponibilità
Prezzo € 0,00
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Continuità e crisi. Ernesto Nathan Rogers e la cultura architettonica italiana del secondo dopoguerra
La distanza storica, i tanti muri caduti soprattutto in questi ultimi anni, consentono di avviare una fase di rilettura storica necessaria dei “maestri” che hanno segnato la lenta metamorfosi della cultura architettonica italiana dal secondo dopoguerra ad oggi, ritornando alle fonti, a quegli archivi ancora da rileggere e da interrogare in maniera più laica ed eterodossa. Rogers, Ponti e Zevi sono i pilastri principali su cui si è costruita la recente storia delle idee dell’architettura italiana; le loro riviste, i ruoli culturali e politici, le parole d’ordine lanciate e l’influenza potente che hanno avuto su più di una generazione di architetti italiani, i loro allievi nelle università e nella professione, le diverse relazioni con la cultura internazionale, ne fanno mondi paralleli che devono ancora essere interrogati, forti di una distanza che comincia ad essere accettabile e utile. L’ambiguo altalenare tra voglia di continuità e consapevolezza di una crisi incombente è l’elemento che ha caratterizzato una delle migliori e più fertili generazioni dell’architettura italiana del Novecento, e che ha trovato in Rogers uno degli interpreti intellettuali più sofisticati e decisi. E le scelte culturali di Rogers, e della rivista da lui diretta, indicano la tragica volontà di dare vita ad una terza via tra retorica dello strapaese neorealista e il sogno di una modernità all’americana impossibile da raggiungere.
Gli ultimi anni di “Casabella-continuità” sono stati la palestra fondante per riflessioni teoriche e progettuali che hanno pesantemente condizionato lo sviluppo di una parte dominante e influente della cultura architettonica e accademica italiana. Basterebbero questi tre elementi per indurci a rileggere in maniera critica e problematica il ruolo di Rogers, al di là delle tante e, meritate, celebrazioni, in attesa che molti archivi si aprano definitivamente.
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